Gli incendiari

“Gli incendiari” assume la forma, il tono e il quantitativo esatto di agonia che prevede una confessione, e questo sembra appunto essere: un lungo inanellassi di pensieri che diventano confusi da tanto sono sinceri di un ragazzo, Will, e il suo complesso rapporto con la fede, l’amore, la perdita. Così mentre le pagine scorrono ti rendi contro di un disagio crescente, di un dolore quasi fisico che non puoi fare a meno di provare, come se anche tu fossi lì piegato sull’inginocchiatoio a chiedere perdono per colpe non tue, anche tu impegnato a salvare te stesso e chi ami.
È Will Kendall, un ragazzo americano (e povero) che studia in un college (prestigioso), a raccontate questa storia, nonostante ogni capitolo porti il nome di un personaggio diverso, è sempre il suo punto di vista, il suo limitato focus narrativo, a farci strada nell’intreccio della sua vita, di quella di Phoebe, la ragazza che ama, e di quella di John Leal, il giovane attivista cristiano a capo di quella che si ben presto delinea come una setta religiosa.
I tre personaggi si muovo nel romanzo sempre in relazione alla vera protagonista: la fede. Will l’ha persa, John Leal la promuove, Phoebe la cerca. E questa fede, feroce come un fuoco, divora le loro vite, le travolge e le ingabbia: difficile uscirne, difficile accettarla, difficile comprenderla.
Con uno stile asciutto e breve, in cui capitoli veloci si susseguono dondolandosi avanti e indietro sulla linea temporale, R. O. Kwon ci racconta una storia d’amore e devozione, di crescita e tentativi di salvezza, di ricerca quando tutto cioè che ti rimane è il dolore. Lei stessa ha dichiarato di essersi ispirata dalla sua storia personale: cresciuta nell’ingombrate fede cattolica se n’è allontana a 17 anni, voltando le spalle alla famiglia, e per più di 10 anni ha lavorato al suo esordio letterario, forse anche per questo il personaggio di Will è quello più riuscito, più nitido, mentre in alcuni punti gli altri, Phoebe soprattutto, perdono mordente e sembrano muoversi a tentoni. 

Questo romanzo è una detonazione: difficile da ignorare, ti assorda e ti lascia confuso, poco sicuro di cosa sia appena successo, e quando il bagliore delle fiamme scompare, rimane solo fumo ed un'eco "perchè le persone cercano Dio?"

 

 

Giorgia, 17 febbraio 2020