Brevemente risplendiamo sulla terra

Brevemente risplendiamo sulla terra (La nave di Teseo, traduzione di Claudia Durastanti) è un’opera che sfugge a ogni categorizzazione: è un ottimo lavoro di autofiction, è una storia familiare che unisce il Vietnam in guerra e una donna costretta alla prostituzione al giovane nipote emigrato negli Stati Uniti, è romanzo di formazione ed educazione sentimentale queer, è una lettera di un figlio alla madre che non sa leggere.
Così Ocean Vuong scegliere di raccontare uno degli angoli più intimi del suo cuore sanguinando direttamente sulla pagina, e se il lettore accetta la pioggia e i detriti di una narrazione altalenante e saltellante viene preso per mano con luminosa gentilezza per un viaggio emozionante e intenso.
Vuong approda ora al romanzo dalla poesia, ed è evidente dalla delicatezza con cui accompagna le parole attraverso la pagina nonostante l’urgenza quasi drammatica del suo racconto di sopravvivenza.
Brevemente risplendiamo sulla terra è una storia d’identità e differenze, di un rapporto materni complesso intriso di tenerezza ma anche duro risentimento, di amori meteoritici e voci che lottano per essere ascoltate.

Giorgia, 29 giugno 2020