Primo amore e altri affanni

“Il Proust d’America”: così venne definito Harold Brodkey, autore di questa raccolta che uscì nel 1958 e lo consacrò come uno dei più promettenti autori contemporanei a soli 28 anni. 
10 racconti, alcuni già usciti precedentemente sul New Yorker, che scandaglino l’animo umano, in cui i veri protagonisti finiscono per essere i sentimenti, i capovolgimenti d’animo e gli umori, che alla fine hanno sempre la meglio sui personaggi stessi. La trama passa in secondo piano, quello su cui Brodkey punta l’accento con la sua prosa limpida e lucida è la cronaca interiore: i primi turbamenti che stringono lo stomaco, il fragile amore appena nato, la bruciante passione che non lascia scampo, le lacrime e i desideri dell’età giovane e inconsapevole. Non ritrae eventi straordinari, ma la quotidianità in ogni suo piccolo dettaglio: passando dall’adolescenza al college e al matrimonio riesce a parlare di amore e amicizia come pochi sono riusciti fare, cioè con semplicità dolce e amara allo stesso tempo. 
Nonostante alcuni elementi accomunino i racconti (alcuni personaggi ricorrenti e la chiara impronta autobiografica) e siano disposti in ordine cronologico, essi rimangono sospesi e distanti tra di loro: non prendono parte di una storia unica e personale, ma ognuno è l’emblema di un sentimento comune in cui tutti possono riconoscersi.

Primo amore ed altri affanni di Harold Brodkey (Fandango Libri) traduzione di Grazia Rattazzi

Giorgia, 14 gennaio 2019