Viaggio a Echo Spring

Che cos'hanno in comune Tennessee Williams, Ernest Hemingway, John Cheever, Francis Scott Fitzgerald, Raymond Carver e John Berryman, oltre al fatto di essere fra i più grandi narratori statunitensi del Novecento? Sono tutti legati dall'alcolismo, da una dipendenza feroce che ha plasmato la loro vita e la loro arte.

Come in Città sola, pubblicato l'anno scorso sempre dal Saggiatore e altrettanto illuminante, Olivia Laing prende le mosse da un nodo irrisolto della sua vita personale per cercare delle risposte nel mondo dell'arte. Cresciuta in una famiglia dove l'alcolismo serpeggiava come una malattia di cui però non si poteva pronunciare il nome a voce alta (come molto spesso accade), a 17 anni Laing ritrova la descrizione dei comportamenti che da sempre la circondano in un'opera di Tennessee Williams, La gatta sul tetto che scotta, dove il protagonista Brick, alcolista e segretamente omosessuale, chiama “Echo Spring” l'armadietto degli alcolici al quale si reca di continuo. Il titolo del libro viene ovviamente da qui: Echo Spring è una marca di bourbon, ma richiama anche a quel silenzio e a quella pacificazione dall'ansia che subentra dopo aver consumato una sufficiente dose di alcolici.

Viaggio a Echo Spring è il resoconto dell'itinerario intrapreso da Laing sulle tracce di questi autori eccezionali e disperati: raccoglie aneddoti e testimonianze sulle loro vite (l'amicizia fra Hemingway e Fitzgerald, l'inquietudine mai sopita di Tennessee Williams, le lezioni barcollanti di Cheever e Carver che, a proposito degli anni trascorsi all'università dell'Iowa, dirà “non facevamo nient'altro che bere”), alterna brani tratti dalle loro opere in cui si affronta, in maniera più o meno diretta, la questione della dipendenza. A tutto questo affianca considerazioni mediche sugli effetti dell'alcol sul sistema nervoso ed episodi autobiografici della vita dell'autrice. Un libro che nasce da un'emergenza, da un'urgenza di comprensione e di chiarimento, che dietro lo stile lieve e controllato nasconde un bisogno profondo e doloroso: «Se avevo una qualche minima speranza di capire gli alcolisti – che peraltro popolavano anche la mia vita adulta – dovevo esaminare il residuo che avevano lasciato nei libri».

Un'opera che si sottrae ad ogni distinzione di genere (nelle grandi librerie di catena lo trovate nella saggistica, noi francamente fatichiamo a collocarlo) e un omaggio al potere della letteratura, capace di illuminare le regioni più oscure e inquiete dell'esperienza umana.

Olivia Laing, Viaggio a Echo Spring (Il Saggiatore)

Traduzione di Francesca Mastruzzo e Alessio Pugliese

Arianna, 01 luglio 2019