I sentimenti del Principe Carlo

Durante una conferenza stampa chiesero al Principe Carlo se fosse innamorato di Diana. Lui, esitando, rispose così: “Sì… qualsiasi cosa amore significhi”. A questa domanda cerca di rispondere Liv Stromquist ne I sentimenti del Principe Carlo (Fandango), una raccolta di fumetti taglienti e geniali. Aiutata da storici e sociologi, Stromquist ripercorre la creazione del sentimento amoroso per come noi oggi lo conosciamo. Cos’è l’amore? Perché è così? Perché spesso si trasforma in rabbia, odio, dolore, bassa autostima, senso di inutilità?

Così sarebbero i Frammenti di un discorso amoroso se Barthes avesse vissuto nel 2000 e ascoltato Britney Spears, perchè allo stesso modo qui l’amore viene decostruito e analizzato, smontato per come viene rappresentato dai media (ciao comici maschi etero bianchi americani) e insegnato su dei modelli spesso irrealistici (se non addirittura tossici). Le norme e le prescrizioni amorose che tuttora funzionano da dispositivi erotici si sono formate dall’800 in poi, quando si è imposto l’ideale del “matrimonio per amore”. Quello che in teoria avrebbe dovuto regalarci autodeterminazione e libertà ci ha lasciato invece con una serie di sgradevoli effetti collaterali (neanche a dirlo, sempre più sfavorevoli per la donna, come il falso mito del minor desiderio sessuale). Ogni capitolo affronta un tema diverso, dal diritto di proprietà erotica (da cui nasce l’idea di tradimento) ai modelli di femminile e maschile nel rapporto di coppia, fornendo un’analisi completa sotto più punti di vista. 

Il mio preferito? Parla del dolore, del perché non sia socialmente accettabile essere tristi per amore, di quanto sia fuori luogo: lottiamo giorno e notte per riuscire a parlare in modo realistico e concreto di sentimenti e intimità, ma sembra un tentativo condannato all'insuccesso.

Giorgia, 28 ottobre 2019